In Breve
- Cosa è stato sequestrato?
- Il Grand Hotel La Sonrisa, parte del Castello delle Cerimonie.
- Chi ha disposto lo sgombero?
- La Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso.
- Qual è la motivazione dello sgombero?
- Invasione di terreni o edifici, secondo un decreto del GIP.
È ufficialmente iniziato lo sgombero del complesso noto come Castello delle Cerimonie, situato a Sant’Antonio Abate, a seguito di un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Torre Annunziata. Questo provvedimento è stato adottato per il reato di invasione di terreni o edifici, e l’ordine di sgombero coatto è stato disposto dalla Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso.
Le operazioni di sgombero riguardano i locali commerciali del Grand Hotel La Sonrisa, che erano già stati oggetto di confisca definitiva e sono ora di proprietà del Comune. L’operazione è condotta dalla Polizia Municipale di Sant’Antonio Abate, con il supporto del Commissariato di Polizia di Castellammare di Stabia e dei Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia.
Durante le operazioni, sono stati apposti i sigilli agli uffici e ai locali commerciali, e sono stati collocati cartelli monitori. Si sta procedendo allo sgombero delle persone presenti, seguito dallo sgombero di arredi e macchinari. Questo provvedimento segue un lungo iter giudiziario e amministrativo, iniziato con la confisca definitiva avvenuta nel febbraio 2024 e un ordine di sgombero comunale scaduto lo scorso maggio. Le attività di ristorazione e albergo avevano già cessato le operazioni a giugno, senza che i locali fossero stati liberati e restituiti al Comune.
Il GIP ha ritenuto configurabile il reato di invasione di terreni o edifici, facendo riferimento alla giurisprudenza della Corte di Cassazione, che considera integrata la fattispecie in caso di occupazione contra ius e sine titulo. Questo vale anche quando il presunto occupante era in precedenza proprietario e ha perso la proprietà, essendo sufficiente l’arbitrarietà dell’occupazione. Il giudice ha inoltre sottolineato la necessità della sottrazione coattiva dell’immobile per impedire la prosecuzione di un reato di natura permanente e il suo aggravamento.
Gli indagati erano già a conoscenza della necessità di liberare gli immobili, in particolare in relazione all’ordinanza comunale di sgombero dell’11 maggio 2026, alla quale non hanno ottemperato. Il Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica aveva autorizzato l’impiego della forza pubblica il 16 luglio 2026, rendendo superflua un’ulteriore intimazione per lo sgombero spontaneo.
