sabato 19 Settembre 2026
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Energia

Emergenza plastica in Italia: Rischi per il riciclo e la raccolta dei rifiuti

L'emergenza plastica in Italia sta mettendo a rischio la filiera del riciclo e il servizio di raccolta dei rifiuti urbani, con gravi conseguenze per l'ambiente e l'economia.
Di Energia, Sostenibilità
Emergenza plastica in Italia

In Breve

Qual è la causa principale dell'emergenza plastica in Italia?
La causa principale è la carenza di sbocchi per il materiale riciclato, penalizzato dalla concorrenza di materie prime vergini a basso costo.
Quali regioni italiane sono più colpite dalla crisi del riciclo?
Le regioni più colpite sono Campania, Lazio, Puglia, Marche, Emilia-Romagna e Sardegna.
Cosa ha proposto il ministero dell'Ambiente per affrontare la crisi?
Il ministero ha proposto interventi regionali per aumentare e razionalizzare gli stoccaggi e misure temporanee per mitigare il blocco della raccolta.

L’emergenza plastica in Italia sta assumendo proporzioni preoccupanti, con Unindustria, l’associazione delle imprese del Lazio, che avverte che la situazione rischia di paralizzare l’intera filiera del riciclo e il servizio di raccolta dei rifiuti urbani. La causa principale di questa crisi è la carenza di sbocchi per il materiale riciclato, che si trova a dover competere con materie prime vergini a basso costo importate dall’estero. Questa situazione ha portato a una riduzione delle capacità di stoccaggio degli impianti di riciclo.

Le difficoltà nella gestione della plastica si sommano a problemi già esistenti in altri flussi della raccolta differenziata, dove mancano soluzioni impiantistiche sufficienti. Di conseguenza, si stanno registrando accumuli di rifiuti, rallentamenti nella raccolta e maggiori costi legati all’invio del materiale fuori regione, oltre all’impatto ambientale dei trasporti.

Secondo i dati emersi durante il tavolo delle plastiche del 28 luglio, la filiera ha subito una perdita della capacità di trattamento di circa 12.000 tonnellate al mese nell’ultimo anno. Il censimento Ispra 2024 indica che in Italia sono presenti 384 impianti per un totale di 953.198 tonnellate di plastica. Le regioni più colpite da questa crisi includono Campania, Lazio, Puglia, Marche, Emilia-Romagna e Sardegna, con segnalazioni di difficoltà anche da Piemonte e Veneto.

I fermi impianto sono causati sia da eventi accidentali, come incendi che hanno interessato diversi impianti di riciclo e stoccaggio durante l’estate, sia da una mancanza di sbocchi di mercato e ritardi autorizzativi. Per affrontare questa situazione critica, il ministero dell’Ambiente ha proposto interventi regionali volti ad aumentare e razionalizzare gli stoccaggi. Sono state inoltre messe in campo misure temporanee da parte di consorzi e imprese per mitigare il blocco della raccolta.

Un altro aspetto rilevante è l’amministrazione giudiziaria disposta il 16 settembre dal Tribunale di Milano per un anno nei confronti del consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, Corepla. Questo provvedimento è stato adottato nell’ambito di un procedimento relativo a un’agevolazione colposa a favore di una società consorziata. È emerso che Corepla non avrebbe effettuato controlli adeguati sulla filiera, trascurando verifiche sulla capacità imprenditoriale e sull’operatività di Synextra Spa e di centri di selezione e stoccaggio.

In risposta a queste accuse, Corepla ha ribadito la propria estraneità a fatti illeciti, sottolineando la correttezza del proprio operato e la massima collaborazione con le autorità. L’organizzazione ha garantito che le attività proseguiranno regolarmente, confermando il proprio impegno a servire la filiera dell’economia circolare con trasparenza ed efficienza.

La situazione attuale richiede un’azione coordinata e tempestiva per evitare il collasso della filiera del riciclo e per garantire una gestione sostenibile dei rifiuti plastici in Italia.

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