sabato 19 Settembre 2026
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Economia

Crescita del Biometano in Italia: 398 Impianti Incentivati e Obiettivi Ambiziosi

Il settore del biometano in Italia sta vivendo una fase di espansione, con 398 impianti incentivati e un obiettivo di produzione di 5,7 miliardi di metri cubi entro il 2030.
Di Economia, Energia
Impianto di biometano in Italia

In Breve

Quanti impianti di biometano sono stati incentivati in Italia?
398 impianti hanno ricevuto incentivi dal decreto ministeriale del 15 settembre 2022.
Qual è la capacità di produzione totale degli impianti di biometano?
La capacità complessiva è di 1,3 miliardi di metri cubi annui.
Qual è l'obiettivo di produzione di biometano per il 2030?
L'obiettivo è di raggiungere 5,7 miliardi di metri cubi entro il 2030.

Il biometano si sta affermando come una risorsa fondamentale per la transizione energetica in Italia. Secondo i dati recenti, sono 398 gli impianti di biometano che hanno ricevuto incentivi dal decreto ministeriale del 15 settembre 2022, accedendo ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Questi impianti hanno una capacità complessiva di produzione di 1,3 miliardi di metri cubi annui, con 90 già operativi e in grado di generare 275 milioni di metri cubi.

La crescita del settore è iniziata con il decreto ministeriale del 2 marzo 2018, che ha previsto aiuti specifici per il biometano destinato al trasporto. Attualmente, considerando gli impianti attivi e quelli in fase di completamento, la produzione nazionale è stimata in 2,5 miliardi di metri cubi. Tuttavia, l’obiettivo fissato dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) è di raggiungere i 5,7 miliardi di metri cubi entro il 2030.

Dal punto di vista della domanda, la stipula di contratti di fornitura a lungo termine tra produttori agricoli e consumatori industriali sta incentivando l’aumento dei volumi commercializzati. Sotto la supervisione del Consorzio Italiano Biogas, sono stati registrati 60 accordi che complessivamente ammontano a 180 milioni di metri cubi annui. I settori principali coinvolti nella distribuzione dei volumi contrattati includono l’acciaio (46%), la carta (14%), la ceramica (11%), il cemento e i laterizi (11%), la chimica (10%), l’alimentare (7%) e la plastica (2%).

È importante notare che i volumi erogati attualmente coprono solo una parte del fabbisogno dei vari settori, arrivando in alcuni casi a soddisfare fino al 20% delle necessità. I rappresentanti delle industrie ad alta intensità di emissione, note come ‘hard to abate’, stanno lavorando per aumentare la disponibilità di biometano.

Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato l’importanza del biometano come risorsa strategica per la decarbonizzazione e per garantire la sicurezza e l’autonomia energetica del Paese. Ha inoltre confermato che il ministero sta preparando un nuovo decreto di sostegno al settore, volto a promuovere ulteriormente i contratti di fornitura a lungo termine. Questo provvedimento potrebbe essere inviato all’Unione Europea entro la fine dell’anno.

Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas, ha evidenziato la necessità di un quadro normativo stabile e continuativo per favorire nuovi accordi a lungo termine, sostenere lo sviluppo della filiera e contribuire alla competitività e alla sicurezza energetica dell’Italia.

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