mercoledì 29 Luglio 2026
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Energia

Il Piano per la Qualità dell’Aria in Piemonte: Misure Alternative e Sostenibilità

Il Consiglio regionale del Piemonte approva un piano innovativo per la qualità dell'aria, evitando il blocco dei veicoli Euro 5 e introducendo misure alternative per ridurre l'inquinamento.
Di Energia, Società
Piano per la qualità dell'aria in Piemonte

In Breve

Cosa prevede il Piano per la qualità dell'aria in Piemonte?
Il Piano prevede di non bloccare i veicoli Euro 5 e di attuare misure alternative per ridurre l'inquinamento.
Quali città sono coinvolte nel Piano?
Le città coinvolte sono Torino e Novara.
Qual è il budget previsto per il Piano?
Il budget previsto è di 50 milioni di euro nel prossimo biennio, che potrebbe salire a 100 milioni.

Il Consiglio regionale del Piemonte ha recentemente approvato un Piano per la qualità dell’aria, che segna un cambiamento significativo nella gestione dell’inquinamento atmosferico nella regione. Questa iniziativa prevede di non bloccare i veicoli Euro 5 a partire dal prossimo autunno, come inizialmente previsto dal decreto legge 73/2025, e di implementare misure alternative per affrontare il problema delle polveri sottili e degli inquinanti atmosferici.

Il piano si concentra principalmente sulle città di Torino e Novara, le uniche con oltre 100.000 abitanti che avrebbero potuto essere colpite dal blocco dei veicoli Euro 5. Per sostenere queste misure, la Regione ha previsto un investimento di 50 milioni di euro nel prossimo biennio, che potrebbe salire a circa 100 milioni se si considerano anche gli interventi per l’agricoltura e il riscaldamento.

Già entro la settimana, sarà attivata una misura finanziata con 30 milioni di euro di fondi europei (FESR) destinata alla rigenerazione urbana in tutti i Comuni piemontesi. Questa iniziativa avrà come obiettivo la riduzione degli inquinanti atmosferici attraverso progetti specifici.

Un’altra novità introdotta dal piano è la “Tessera del biocarburante”, che sarà disponibile per i residenti di Torino e Novara. Questa tessera offrirà incentivi per l’uso di biocarburanti, come l’HVO, per i veicoli diesel. Sono previsti 7 milioni di euro all’anno per un biennio, con la possibilità di estendere i benefici anche ad alcune autovetture Euro 6 (fino a 6d-TEMP).

Tra le azioni previste, vi è anche la fluidificazione del traffico. La Regione investirà 12 milioni di euro per installare sensori in aree ad alta densità di traffico, utilizzando un’applicazione basata sull’intelligenza artificiale. Gli interventi iniziali riguarderanno circa settanta incroci tra Torino e i comuni limitrofi, con l’obiettivo di ridurre code e ingorghi del 30%.

Inoltre, la Regione finanzierà fino al 90% le velostazioni e promuoverà un bando “Bike to work” con un sistema di cashback. Altre misure per i Comuni includono la depavimentazione stradale, la creazione di piste ciclabili, la forestazione urbana e l’implementazione di Zone 30.

Il piano prevede anche soluzioni innovative, come la nebulizzazione con cannon fog per abbattere le concentrazioni di polveri sottili e l’aspirazione delle polveri nelle aree più trafficate. Inoltre, verranno utilizzate vernici fotocatalitiche per disgregare gli inquinanti atmosferici.

La Regione presenta questo approccio come una valida alternativa al blocco dei veicoli Euro 5. Attualmente, sul territorio piemontese, circolano oltre 160.000 veicoli Euro 5, rispetto a un totale di 307.000 veicoli.

Tuttavia, l’approvazione del piano ha suscitato reazioni critiche da parte dell’opposizione e delle associazioni ambientaliste. Il rapporto Mal’Aria 2026 evidenzia che il Piemonte è tra i territori più critici della Pianura Padana, con centraline che registrano già valori superiori ai limiti fissati per il 2030. Chieri, Mondovì, Cavallermaggiore, Settimo Torinese, Borgaro Torinese e Domodossola sono tra le città citate per le elevate medie annuali di PM10 e PM2.5, oltre a livelli di NO2 che evidenziano l’impatto del traffico e del riscaldamento domestico.

Il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha definito l’esito dell’approvazione “un traguardo fondamentale per il nostro Piemonte”. L’assessore all’Ambiente ha sottolineato l’importanza di aver lavorato con un gruppo di esperti per un anno, al fine di individuare misure alternative che possano fornire effetti misurabili e certificabili, definendo l’approccio “innovativo” e orientato alla mobilità nel suo complesso.

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