giovedì 30 Luglio 2026
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Nuova Legge sul Cinema: Creazione di un’Agenzia e Riforma degli Aiuti

La Camera dei Deputati approva un'importante riforma per il cinema e l'audiovisivo, con la creazione di un'Agenzia e un riordino degli aiuti.
Di Politica
Nuova legge sul cinema in Italia

In Breve

Quali sono le principali novità della nuova legge sul cinema?
La legge prevede la creazione di un'Agenzia per il Cinema e l'Audiovisivo e un riordino degli aiuti.
Quando entrerà in vigore l'Agenzia per il Cinema?
L'Agenzia entrerà in funzione il 1 gennaio 2028.
Quali sono i finanziamenti previsti per l'Agenzia?
Sono previsti 4,5 milioni di euro all'anno a partire dal 2027.

La Camera dei Deputati ha recentemente approvato in commissione un disegno di legge che introduce una nuova disciplina per il Cinema e l’Audiovisivo in Italia. La discussione in Aula è prevista per il 31 luglio, e il provvedimento ha già suscitato un notevole interesse, con le proposte di maggioranza e opposizione che sono state unificate, un risultato definito «davvero eccezionale» da Angelo Zaccone Teodosi, presidente di IsICult.

Una delle principali novità della legge è la creazione di un’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo, che entrerà in funzione il 1 gennaio 2028. Questa Agenzia sarà un ente pubblico autonomo, responsabile di funzioni operative attualmente svolte dalla Direzione generale del ministero della Cultura. Tra le sue responsabilità ci saranno la gestione dei fondi, l’attuazione delle politiche, l’internazionalizzazione, la raccolta di dati, l’attrazione di produzioni estere e il coordinamento delle Film Commission. Il ministero della Cultura, invece, manterrà la regia politica, la vigilanza strategica e le ispezioni.

Per avviare l’Agenzia, sono previsti finanziamenti di 4,5 milioni di euro all’anno a partire dal 2027. Il direttore dell’Agenzia sarà nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministero della Cultura, e non avrà il potere di scrivere o modificare gli schemi di aiuto, che rimarranno fissati nella legge e nei decreti.

Il modello ispiratore della nuova Agenzia è quello francese, che ha dimostrato di funzionare efficacemente per decenni, a patto che l’ente disponga di autonomia e risorse pluriennali certe. In aggiunta all’Agenzia, verrà istituito un Forum del cinema e dell’audiovisivo, un organo di consultazione permanente composto da esperti e rappresentanti della filiera, che avrà il compito di valutare le politiche pubbliche e sorvegliare anche l’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore.

Il cuore della riforma riguarda il riordino degli aiuti. Il governo riceverà una delega di 24 mesi per ristrutturare il sistema di tax credit, i contributi selettivi e i meccanismi di controllo. Sarà introdotta la figura del responsabile dei crediti d’imposta e verranno rafforzate le verifiche sulla congruità dei costi e sui comportamenti elusivi. I contributi selettivi dovranno privilegiare opere prime e seconde, giovani autori e produzioni di qualità, con limiti per progetti con investimenti superiori a 5 milioni di euro e una corsia riservata ai produttori indipendenti.

Dal 2028, il credito d’imposta per le sale cinematografiche sarà sostituito da contributi diretti non tassati, destinati al funzionamento, alla riapertura degli esercizi inattivi, alle ristrutturazioni e alla trasformazione degli spazi in presidi culturali. Saranno previste priorità per le aree con pochi schermi e maggiorazioni per le sale storiche.

Per facilitare l’accesso al credito, il testo prevede garanzie pubbliche fino all’80% dei finanziamenti e apre alla cartolarizzazione di contributi, crediti d’imposta e ricavi futuri derivanti dalla vendita dei diritti. Inoltre, l’articolo 12 introduce l’inapplicabilità ai beneficiari di contributi per cinema e audiovisivo delle disposizioni relative alla verifica dell’inadempimento degli obblighi tributari.

Per quanto riguarda l’aspetto occupazionale, la legge riconosce la natura discontinua del lavoro nello spettacolo e riforma l’indennità: l’accesso richiede almeno 51 giornate contributive nei dodici mesi precedenti, con un trattamento pari all’80% della retribuzione media, che sale all’85% con almeno 80 giornate. Inoltre, verrà istituito un fondo di 10 milioni di euro all’anno per il periodo 2027-2030 a favore di artisti e maestranze in emergenza pensionistica.

Infine, cambia il meccanismo di selezione dei progetti: i contributi saranno assegnati da una commissione di venti esperti, sorteggiati da una rosa di trenta candidati, e compensati con 35.000 euro lordi l’anno. Sebbene il sorteggio non elimini del tutto il rischio di scelte opache, sposta il problema alla modalità di costruzione della lista iniziale. La legge, ampia e complessa, rimanda molte disposizioni all’attuazione tramite decreti successivi, affidando a questi ultimi una parte rilevante del cambiamento normativo.

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