giovedì 6 Agosto 2026
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Cultura

Grande Brera: La Crescita Sostenuta dai Partner Privati

Angelo Crespi, direttore generale della Grande Brera, sottolinea l'importanza dei partner privati per garantire la crescita e l'autonomia finanziaria del polo museale.
Di Cultura, Imprese
Grande Brera e i suoi partner privati

In Breve

Qual è il ruolo dei partner privati nella Grande Brera?
I partner privati sono fondamentali per sostenere la crescita e l'autonomia finanziaria del museo.
Quali sono le previsioni di ricavi per la Grande Brera nel 2026?
La Grande Brera prevede ricavi complessivi di circa 16 milioni di euro per il 2026.
Come è cambiato il numero di visitatori della Pinacoteca?
La Pinacoteca ha registrato circa 650mila ingressi nel 2026, rispetto ai 463mila del 2023.

La Grande Brera, uno dei poli museali più importanti d’Italia, si prepara ad affrontare una nuova fase di crescita e autonomia finanziaria. Angelo Crespi, direttore generale della struttura, ha recentemente evidenziato come i partner privati rivestano un ruolo cruciale in questo processo, specialmente in un contesto di progressiva riduzione dei trasferimenti pubblici.

La riforma del 2014, che ha istituito i musei autonomi di Stato, ha spinto le istituzioni culturali verso una gestione più manageriale. I musei sono ora chiamati a incrementare il numero di visitatori e a migliorare le proprie capacità di fundraising per finanziare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico. Per il 2026, la Grande Brera prevede di ricevere circa 700mila euro dal ministero per le spese di funzionamento, una cifra che rappresenta la metà rispetto all’anno precedente. Inoltre, dal 2027, il museo avrà piena autonomia di bilancio, senza fondi di dotazione.

Il complesso della Grande Brera include la Pinacoteca di Brera, la Biblioteca Nazionale Braidense, Palazzo Citterio, il Cenacolo Vinciano e il Museo nazionale dell’arte digitale, attualmente in fase di realizzazione. Per l’anno in corso, il polo museale prevede ricavi complessivi di circa 16 milioni di euro, di cui oltre 11 milioni provenienti dalla biglietteria. Questo segna un incremento significativo rispetto ai 15 milioni del 2025 e ai 6 milioni del 2024.

Il numero di visitatori è aumentato notevolmente: la Pinacoteca ha registrato circa 650mila ingressi nel 2026, rispetto ai 463mila del 2023, con ricavi da biglietteria che sono passati da 3,5 milioni a circa 6 milioni. Anche il Cenacolo, sebbene con ingressi contingentati, ha mantenuto un buon afflusso, attestandosi intorno alle 540mila visite.

Nonostante i risultati positivi, la Grande Brera ha dovuto affrontare sfide significative sul fronte delle risorse private. Nel 2023, i ricavi da sponsorizzazioni e Art Bonus erano azzerati, ma nel 2025 sono aumentati a 200mila euro per sponsorizzazioni e a 950mila euro per erogazioni liberali, grazie al lancio del “Patto per Brera”. Questo accordo, supportato dall’agenzia Comin&Partners, coinvolge 16 partner, ciascuno dei quali contribuisce annualmente con 50mila euro per progetti ad alto impatto sociale.

Tra i partner figurano nomi noti come Sabina Belli di Pomellato, Barbara Berlusconi della Fondazione Barbara Berlusconi e Marina Caprotti di Esselunga. Il Patto mira a creare nuove forme di cooperazione e garantire ricavi aggiuntivi attraverso iniziative innovative, come la creazione di un Design Store ispirato al modello del MoMA di New York.

Inoltre, le tradizionali concessioni per servizi come biglietteria e bookshop saranno rinnovate, contribuendo a generare circa 1,8 milioni di euro nell’ultimo anno. Tra gli obiettivi del primo mandato di Crespi ci sono il completamento dei percorsi urbanistici della Grande Brera, la riapertura della Mediateca e lo sviluppo di progetti sociali, con sei o sette grandi mostre previste per quest’anno.

Per ottenere questi risultati, Crespi sottolinea l’importanza di ampliare la rete di partner e sostenitori privati, un passo fondamentale per garantire un futuro sostenibile e prospero per la Grande Brera.

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