sabato 19 Settembre 2026
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Attacco informatico colpisce Trezor: 347.000 clienti a rischio phishing

Un attacco a Brevo, fornitore di newsletter di Trezor, ha esposto 347.000 clienti a tentativi di phishing. Ecco cosa è successo.
Di Società, Tecnologia
Attacco informatico a Trezor

In Breve

Cosa è successo a Trezor?
Un attacco a Brevo ha esposto 347.000 clienti a tentativi di phishing.
Qual è il rischio per i clienti?
I clienti potrebbero essere vittime di furto di fondi se cliccano sui link dannosi.
Cosa ha fatto Trezor in risposta all'attacco?
Ha avviato una rivalutazione delle relazioni con i fornitori e avvisato i clienti.

Trezor, noto fornitore di portafogli per criptovalute, ha recentemente avvertito i propri clienti riguardo a un grave attacco informatico che ha colpito Brevo, il servizio utilizzato per l’invio delle sue newsletter. Questo attacco ha permesso ai criminali di inviare circa 347.000 email di phishing contenenti link dannosi, con il potenziale di compromettere la sicurezza dei portafogli digitali degli utenti.

Il link presente nelle email, una volta attivato, scaricava un’applicazione progettata per rubare la password di backup del portafoglio. Con questa password, un aggressore potrebbe sottrarre in modo irreversibile i fondi degli utenti sulla blockchain pubblica. Tra gli oggetti usati nelle email, uno dei più preoccupanti era intitolato “Critical Security Alert: STM32 Entropy Vulnerability”.

Secondo quanto comunicato da Brevo, i criminali sono riusciti ad accedere a 138 account della piattaforma, sfruttando una vulnerabilità che ha permesso un accesso non corretto, consentendo a tutti gli account compromessi di inviare messaggi a un vasto pubblico. Trezor ha rassicurato i suoi clienti che i propri prodotti e sistemi non sono stati compromessi, avviando però una rivalutazione delle relazioni con i fornitori di servizi.

In un contesto più ampio, questo attacco rappresenta la seconda violazione significativa segnalata nelle ultime settimane. Precedentemente, un attacco al partner logistico ShipMonk aveva esposto informazioni sensibili, tra cui nomi, numeri di telefono e indirizzi email di almeno 81.000 acquirenti. In seguito a quell’incidente, alcuni utenti avevano ricevuto lettere contenenti codici QR che rimandavano a pagine false, anch’esse progettate per rubare le password dei portafogli.

La situazione mette in luce i rischi associati alla compromissione di dati detenuti da terze parti e la vulnerabilità dei possessori di criptovalute. Gli utenti sono avvisati di prestare particolare attenzione a possibili attacchi di phishing e a minacce mirate, che possono includere anche aggressioni fisiche per estorcere informazioni sensibili, note come “wrench attacks”.

In conclusione, è fondamentale che gli utenti di criptovalute rimangano vigili e adottino misure di sicurezza adeguate per proteggere i propri beni digitali. Trezor consiglia di non cliccare su link sospetti e di verificare sempre l’autenticità delle comunicazioni ricevute.

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