sabato 19 Settembre 2026
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Politica

Allerta sicurezza: software malevolo si spaccia per intelligenza artificiale per rubare criptovalute

Un report di HP mette in guardia su nuovi software malevoli che si spacciano per agenti di intelligenza artificiale, mirati a rubare portafogli di criptovalute.
Di Politica, Tecnologia
Software malevolo IA

In Breve

Qual è la nuova tendenza segnalata da HP?
Software malevoli si spacciano per agenti di intelligenza artificiale per rubare portafogli di criptovalute.
Quali tecniche vengono utilizzate dagli attaccanti?
Utilizzano falsi agenti di trading e QR phishing per reindirizzare le vittime.
Cosa suggerisce HP per migliorare la sicurezza?
Adottare approcci zero-trust e soluzioni come HP Wolf Security.

Un recente report trimestrale di HP, basato su dati raccolti tra aprile e giugno 2026, ha messo in luce una nuova e preoccupante tendenza nel campo della sicurezza informatica. Secondo il report, software malevoli si spacciano per agenti di intelligenza artificiale (IA) per indurre gli utenti a scaricare programmi dannosi, con l’obiettivo di sottrarre portafogli di criptovalute.

Le campagne di attacco individuate nel report promuovono falsi agenti di trading basati su IA. Una volta installati, questi software analizzano i browser degli utenti alla ricerca di estensioni per criptovalute, come Coinbase e MetaMask, sostituendole con versioni contraffatte progettate per rubare credenziali e svuotare i portafogli digitali.

In parallelo, è stato registrato un ricorso costante al QR phishing, una tecnica che reindirizza le vittime dai personal computer a dispositivi mobili meno protetti. Gli attaccanti distribuiscono file PDF con testo oscurato, richiedendo agli utenti di scansionare un codice per sbloccare il documento, aggirando così i filtri di rete aziendali.

Il report di HP segnala anche la diffusione del caricatore modulare Phantom Gate, un componente che estende le capacità del malware Phantom Stealer. Commercializzato come strumento per test di penetrazione, questo malware viene in realtà impiegato per scalare le infezioni su vasta scala.

I dati di tracciamento mostrano che il 10% delle minacce via posta elettronica ha superato almeno un filtro di scansione dei gateway. I file eseguibili sono stati il vettore principale nel 40% dei casi, seguiti dagli archivi compressi al 38% e dai documenti PDF al 7,5%.

Patrick Schläpfer, Principal Threat Researcher di HP Security Lab, ha dichiarato che gli attaccanti stanno sfruttando l’adozione di strumenti di IA agentica per creare esche più sofisticate, rendendo la distribuzione del malware più difficile da rilevare. Questo approccio consente la composizione di catene di infezione pericolose, aumentando il rischio di compromissione per le organizzazioni.

Giampiero Savorelli, VP e AD di HP Italy, ha sottolineato l’importanza di far evolvere le strategie di sicurezza con la stessa rapidità dei criminali. Ha raccomandato l’adozione di approcci zero-trust, basati su isolamento e contenimento, per impedire che clic e download non attendibili si trasformino in rischi. Savorelli ha anche richiamato l’attenzione sul ruolo di soluzioni come HP Wolf Security nel rafforzare la protezione e la resilienza degli endpoint, dal livello hardware al software e ai servizi.

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